Avviso di garanzia: cos’è, cosa significa e cosa deve fare chi lo riceve- avvocato penalista

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Avviso di garanzia: cos’è, cosa significa e cosa deve fare chi lo riceve

Ricevere un avviso di garanzia può creare preoccupazione e sollevare immediatamente molte domande: cosa significa? Sono accusato di un reato? Devo presentarmi davanti al giudice? Rischio l’arresto? Devo nominare subito un avvocato?

L’avviso di garanzia, tecnicamente denominato informazione di garanzia, è un atto previsto dal codice di procedura penale che viene notificato alla persona sottoposta a indagini quando il Pubblico Ministero deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere.

È importante chiarire subito un punto: ricevere un avviso di garanzia non significa essere stato condannato e non significa che la responsabilità penale sia stata accertata.

L’avviso si colloca normalmente nella fase delle indagini preliminari, quando l’autorità giudiziaria sta svolgendo accertamenti per verificare la sussistenza di un’ipotesi di reato.

Proprio per questo, chi riceve un avviso di garanzia dovrebbe evitare di sottovalutare l’atto e valutare tempestivamente la propria posizione con un avvocato penalista.

Che cos’è l’avviso di garanzia?

L’avviso di garanzia è disciplinato dall’art. 369 del codice di procedura penale.

Si tratta dell’atto attraverso il quale il Pubblico Ministero informa la persona sottoposta alle indagini che sta procedendo nei suoi confronti e che deve essere compiuto un atto di indagine al quale il difensore ha diritto di assistere.

L’informazione di garanzia contiene le indicazioni previste dalla legge e consente alla persona interessata di conoscere gli elementi essenziali dell’accusa e di esercitare i propri diritti di difesa.

Non deve quindi essere confuso con:

  • una sentenza di condanna;
  • un rinvio a giudizio;
  • un avviso di conclusione delle indagini preliminari;
  • un ordine di arresto.

Si tratta di un atto che appartiene a una fase molto precedente dell’eventuale processo.

Ricevere un avviso di garanzia significa essere colpevoli?

No.

L’avviso di garanzia non costituisce un accertamento di responsabilità penale.

La persona che lo riceve è, in questa fase, una persona sottoposta alle indagini.

Il Pubblico Ministero sta svolgendo accertamenti per verificare se esistano elementi sufficienti per sostenere l’accusa e per ricostruire le circostanze del fatto.

Anche per questo motivo è importante non confondere l’esistenza di un’indagine con l’esito del procedimento.

L’esito delle indagini potrebbe infatti essere diverso da quello inizialmente ipotizzato, fino ad arrivare, nei casi previsti dalla legge, alla richiesta di archiviazione.

Perché viene notificato un avviso di garanzia?

L’avviso di garanzia è collegato al compimento di un atto di indagine per il quale la legge prevede il diritto del difensore di assistere.

A seconda del procedimento e dell’attività investigativa programmata, può quindi essere collegato, ad esempio, a:

  • interrogatori;
  • perquisizioni;
  • sequestri;
  • accertamenti tecnici;
  • altri atti di indagine per i quali sono previste specifiche garanzie difensive.

Non tutti gli atti investigativi richiedono necessariamente la preventiva notifica di un avviso di garanzia.

Di conseguenza, non ricevere un avviso di garanzia non significa necessariamente che non esista un procedimento penale.

Cosa contiene un avviso di garanzia?

Il contenuto concreto dell’atto dipende dalla situazione processuale e dall’attività investigativa che deve essere compiuta.

È comunque importante verificare attentamente:

  • il reato che viene ipotizzato;
  • i fatti che vengono contestati;
  • la data o il periodo nel quale il fatto sarebbe stato commesso;
  • il ruolo attribuito alla persona sottoposta alle indagini;
  • l’atto di indagine che deve essere compiuto;
  • la data, l’ora e il luogo dell’eventuale convocazione;
  • le informazioni relative ai diritti e alle facoltà della persona interessata.

Un errore frequente è limitarsi a leggere il nome del reato contestato.

In realtà, per comprendere la propria posizione è essenziale esaminare soprattutto la descrizione concreta del fatto e il contesto nel quale l’ipotesi di reato viene formulata.

Cosa fare quando si riceve un avviso di garanzia?

La prima regola è semplice: non ignorare l’atto e non sottovalutarne il contenuto.

È opportuno conservare l’intera documentazione ricevuta e sottoporla tempestivamente all’attenzione di un avvocato penalista.

Il difensore potrà verificare:

  1. quale reato viene ipotizzato;
  2. quali fatti vengono contestati;
  3. quale atto di indagine deve essere compiuto;
  4. quali sono gli eventuali termini e adempimenti;
  5. se sia già stato nominato un difensore;
  6. se sia opportuno nominare un difensore di fiducia;
  7. quali ulteriori documenti o informazioni siano necessari per valutare la posizione.

È inoltre opportuno non rendere dichiarazioni improvvisate senza avere prima compreso la propria posizione processuale e le possibili conseguenze.

È necessario nominare subito un avvocato penalista?

La ricezione di un avviso di garanzia è un momento nel quale può essere opportuno valutare immediatamente la nomina di un difensore di fiducia.

La difesa, infatti, non deve necessariamente iniziare soltanto dopo la conclusione delle indagini.

A seconda del caso concreto, il difensore può seguire l’evoluzione del procedimento, esaminare gli atti accessibili, partecipare agli atti per i quali è previsto il suo intervento e valutare le iniziative difensive possibili.

In determinate situazioni possono inoltre assumere rilievo le investigazioni difensive, l’acquisizione di documentazione o altri interventi volti a ricostruire correttamente i fatti.

Per questo motivo può essere un errore attendere necessariamente la notifica del 415-bis o l’eventuale rinvio a giudizio prima di chiedere assistenza.

Avviso di garanzia e interrogatorio

Se l’avviso di garanzia è collegato a un interrogatorio, è particolarmente importante rivolgersi al difensore prima dell’atto.

L’avvocato potrà esaminare la contestazione e spiegare alla persona sottoposta alle indagini quali siano le facoltà riconosciute dalla legge.

Prima dell’interrogatorio occorre infatti comprendere, per quanto possibile:

  • quale sia il fatto contestato;
  • quale sia l’ipotesi di reato;
  • quali elementi siano già disponibili;
  • quali siano i diritti della persona sottoposta alle indagini;
  • quali siano le modalità con cui affrontare l’atto.

La persona sottoposta alle indagini deve quindi evitare di considerare l’interrogatorio come un semplice adempimento formale.

Avviso di garanzia e perquisizione

L’avviso di garanzia può essere collegato anche a una perquisizione.

In questo caso l’attività investigativa può comportare la ricerca e l’acquisizione di documenti, oggetti, dispositivi elettronici, telefoni cellulari, computer o altri elementi ritenuti utili alle indagini.

È quindi importante conservare tutta la documentazione relativa alla perquisizione e sottoporla al difensore.

L’avvocato potrà verificare il provvedimento e le modalità con le quali l’attività è stata eseguita, valutando le eventuali iniziative difensive consentite dalla legge.

Avviso di garanzia e sequestro

L’attività investigativa può essere accompagnata anche da un sequestro.

In questi casi è importante comprendere la natura e la finalità del provvedimento, poiché il sequestro può rispondere a esigenze differenti.

Il difensore potrà esaminare il provvedimento e verificare, in relazione al caso concreto, quali strumenti di tutela siano eventualmente disponibili, compresa la possibilità di contestare il sequestro o chiedere la restituzione dei beni nei casi previsti dalla legge.

Quando sono previsti termini per proporre specifiche impugnazioni, la tempestività assume particolare importanza.

Cosa succede dopo l’avviso di garanzia?

L’avviso di garanzia non conclude il procedimento penale.

Le indagini preliminari possono proseguire con l’acquisizione di documenti, l’assunzione di informazioni, interrogatori, perquisizioni, sequestri, consulenze, accertamenti tecnici e altre attività investigative.

Al termine delle indagini, il Pubblico Ministero potrà assumere le determinazioni previste dalla legge.

Tra gli esiti possibili vi è la richiesta di archiviazione, quando ne ricorrano i presupposti, oppure l’esercizio dell’azione penale secondo le modalità previste dal codice di procedura penale.

Una fase particolarmente importante è quella relativa all’avviso di conclusione delle indagini preliminari, disciplinato dall’art. 415-bis c.p.p.

Avviso di garanzia e 415-bis: qual è la differenza?

L’avviso di garanzia e il 415-bis sono atti diversi e intervengono in momenti differenti del procedimento.

L’avviso di garanzia, disciplinato dall’art. 369 c.p.p., è collegato al compimento di un atto di indagine al quale il difensore ha diritto di assistere.

Il 415-bis, invece, riguarda la fase successiva alla conclusione delle indagini preliminari, quando il Pubblico Ministero intende procedere verso l’esercizio dell’azione penale, salvo i casi e le modalità previste dalla legge.

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari consente alla persona sottoposta alle indagini e al suo difensore di esercitare le facoltà previste dalla legge, tra cui quelle relative alla conoscenza degli atti e alla presentazione di memorie e richieste nei termini stabiliti.

Per questo motivo non è necessario aspettare il 415-bis per rivolgersi a un avvocato penalista.

Perché è importante intervenire già durante le indagini?

La fase delle indagini preliminari può assumere grande importanza per la successiva evoluzione del procedimento.

A seconda della situazione concreta, il difensore può:

  • esaminare gli atti disponibili;
  • verificare il contenuto della contestazione;
  • partecipare agli atti per i quali è previsto il suo intervento;
  • valutare la documentazione rilevante;
  • svolgere, nei casi previsti, attività di investigazione difensiva;
  • valutare eventuali iniziative da assumere durante le indagini;
  • preparare la difesa in vista delle successive fasi del procedimento.

Naturalmente, non ogni procedimento richiede le stesse attività.

La strategia difensiva deve essere costruita sulla base dei fatti contestati, della documentazione disponibile e degli elementi concretamente acquisiti dall’autorità giudiziaria.

Hai ricevuto un avviso di garanzia? Puoi richiedere una consulenza anche online

Non sempre chi riceve un avviso di garanzia può recarsi immediatamente presso lo studio.

La persona può trovarsi in un’altra città, essere all’estero oppure avere semplicemente bisogno di un primo confronto urgente per comprendere la propria posizione.

Per questo è possibile richiedere una sessione di consulenza legale online con l’avvocato penalista.

Prima dell’incontro è possibile trasmettere via e-mail l’avviso di garanzia e l’eventuale documentazione già ricevuta, così da consentire un primo esame della vicenda.

La consulenza online può essere utile per:

  • comprendere cosa significa l’avviso di garanzia ricevuto;
  • individuare il reato contestato e i fatti oggetto delle indagini;
  • capire quali siano i prossimi adempimenti;
  • valutare se sia necessario intervenire tempestivamente;
  • ricevere un primo orientamento sulle possibilità difensive;
  • valutare l’eventuale successivo conferimento dell’incarico per la difesa nel procedimento.

La consulenza online costituisce quindi uno strumento per effettuare un primo esame della posizione, senza necessariamente dover attendere la possibilità di recarsi fisicamente in studio.

Quando dalla consulenza emerga la necessità di un’assistenza continuativa, potranno essere successivamente concordate le modalità di conferimento dell’incarico e di gestione del procedimento.

Ho ricevuto un avviso di garanzia: cosa devo fare adesso?

La cosa più importante è non ignorare l’atto e non affrontare la situazione senza averne compreso il contenuto.

Un avviso di garanzia non equivale a una condanna, ma segnala che esiste un’attività investigativa e che, in relazione all’atto indicato, la persona gode delle garanzie difensive previste dalla legge.

Per comprendere realmente la propria posizione è necessario esaminare il contenuto dell’avviso, la contestazione e, quando possibile, gli ulteriori atti del procedimento.

Un confronto tempestivo con un avvocato penalista consente di valutare la situazione con maggiore consapevolezza e di verificare quali iniziative possano essere eventualmente assunte già nella fase delle indagini preliminari.

Avvocato penalista per avviso di garanzia a Torino e Alessandria

Lo Studio dell’Avv. Emanuele Crozza, avvocato penalista a Torino e Alessandria, offre assistenza nelle diverse fasi del procedimento penale, dalle indagini preliminari al giudizio di primo grado, dall’appello al ricorso per Cassazione.

La valutazione della posizione viene effettuata sulla base dei fatti concreti e degli atti disponibili.

Se hai ricevuto un avviso di garanzia, puoi contattare lo studio per una prima valutazione della tua posizione oppure richiedere una consulenza online, concordando preventivamente modalità e documentazione da trasmettere.

FAQ – Avviso di garanzia

Che cosa significa ricevere un avviso di garanzia?

Significa che, nell’ambito di un procedimento penale, la persona viene informata del compimento di un atto di indagine per il quale la legge prevede specifiche garanzie difensive e il diritto del difensore di assistere.

Ricevere un avviso di garanzia significa essere stato denunciato?

L’avviso di garanzia riguarda una persona sottoposta a indagini. La notizia di reato può derivare da una denuncia, da una querela o da altre fonti previste dalla legge.

Ricevere un avviso di garanzia significa essere colpevoli?

No. L’avviso di garanzia appartiene alla fase delle indagini preliminari e non costituisce una condanna né un accertamento definitivo della responsabilità penale.

Devo nominare un avvocato dopo aver ricevuto un avviso di garanzia?

È opportuno valutare tempestivamente la nomina di un difensore, soprattutto quando l’avviso riguarda un interrogatorio, una perquisizione, un sequestro o un altro atto di indagine che richiede l’assistenza del difensore.

Posso chiedere una consulenza online?

Sì. È possibile richiedere una consulenza online per effettuare un primo esame dell’avviso di garanzia e della documentazione disponibile e valutare le eventuali successive iniziative.

Dopo l’avviso di garanzia arriva automaticamente il 415-bis?

No. L’avviso di garanzia non comporta automaticamente la successiva notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’evoluzione del procedimento dipende dagli accertamenti compiuti e dalle determinazioni del Pubblico Ministero.

Quanto dura un’indagine penale?

La durata delle indagini preliminari dipende dal procedimento e dalla disciplina applicabile. Non esiste un’unica durata valida per tutti i procedimenti.

È possibile difendersi già durante le indagini preliminari?

Sì. La persona sottoposta alle indagini può esercitare le facoltà previste dalla legge già durante la fase delle indagini preliminari, con l’assistenza del proprio difensore.

 

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