
Avviso 415 bis: cosa fare e perché rivolgersi subito a un avvocato penalista
Ricevere un avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 415-bis c.p.p. è un momento particolarmente delicato.
La notifica dell’avviso significa che il Pubblico Ministero ritiene concluse le indagini preliminari e, salvo diverse determinazioni, si prepara a valutare l’esercizio dell’azione penale.
Questo, però, non significa che l’indagato sia già stato rinviato a giudizio o che la sua responsabilità sia stata accertata.
Al contrario, il momento della notifica dell’avviso 415-bis può rappresentare una delle fasi più importanti per esercitare concretamente il diritto di difesa.
È proprio in questa fase che occorre comprendere quali elementi siano stati raccolti dalla Procura, quali siano le contestazioni e, soprattutto, se esistano elementi utili per evitare o ridimensionare le conseguenze del procedimento penale.
Che cos’è l’avviso di conclusione delle indagini preliminari?
L’art. 415-bis del codice di procedura penale disciplina l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Quando il Pubblico Ministero non ritiene di dover chiedere l’archiviazione e ritiene concluse le indagini, viene notificato all’indagato e al suo difensore un avviso nel quale vengono indicati, tra l’altro, il fatto contestato, le norme di legge che si assumono violate e le circostanze del reato.
L’avviso informa inoltre l’indagato della possibilità di accedere alla documentazione relativa alle indagini espletate e di esercitare specifiche facoltà difensive.
La notifica dell’avviso 415-bis, quindi, non equivale a una condanna e non significa che il processo sia già iniziato.
È, invece, il momento nel quale l’indagato viene formalmente informato della conclusione delle indagini e può conoscere in modo più completo gli elementi raccolti a suo carico.
Cosa succede dopo la notifica del 415-bis?
La prima cosa da fare è non sottovalutare la notifica e non attendere passivamente i successivi sviluppi del procedimento.
Il difensore deve innanzitutto esaminare attentamente l’avviso e accedere agli atti del fascicolo.
La conoscenza della contestazione contenuta nell’avviso, infatti, non è sufficiente.
È necessario verificare su quali elementi il Pubblico Ministero abbia costruito l’accusa.
Occorre quindi esaminare, per quanto possibile, denunce, querele, dichiarazioni testimoniali, informative della polizia giudiziaria, documentazione acquisita, consulenze, intercettazioni e ogni altro elemento inserito nel fascicolo delle indagini.
Solo dopo avere esaminato gli atti è possibile comprendere quale sia realmente la posizione dell’indagato e quale strategia difensiva adottare.
Il fascicolo delle indagini deve essere esaminato con attenzione
Uno degli aspetti più importanti dell’avviso 415-bis è la possibilità per l’indagato e per il difensore di prendere visione degli atti delle indagini ed estrarne copia.
Le Procure prevedono specifiche modalità per la consultazione e l’acquisizione della documentazione.
Questa attività non dovrebbe essere considerata un semplice adempimento burocratico.
L’esame del fascicolo consente infatti di verificare:
- quali sono le prove raccolte dalla Procura;
- quali persone sono state sentite;
- quali dichiarazioni sono state rese;
- se esistono contraddizioni nelle dichiarazioni;
- quali documenti sono stati acquisiti;
- se sono state svolte consulenze;
- se esistono elementi favorevoli all’indagato;
- se vi sono errori o lacune nell’attività investigativa;
- se la ricostruzione dei fatti contenuta nell’accusa corrisponde effettivamente a quanto emerge dagli atti.
In molti casi, proprio dall’esame del fascicolo possono emergere elementi che consentono di impostare una difesa diversa da quella inizialmente ipotizzata.
Cosa può fare l’indagato dopo il 415-bis?
L’art. 415-bis attribuisce all’indagato una serie di importanti facoltà difensive.
In particolare, entro il termine previsto dalla legge è possibile, a seconda del caso concreto:
- presentare memorie difensive;
- produrre documenti;
- depositare la documentazione relativa alle investigazioni difensive;
- chiedere al Pubblico Ministero il compimento di ulteriori atti di indagine;
- presentarsi per rendere dichiarazioni;
- chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
Si tratta di strumenti che possono assumere un’importanza decisiva nella fase precedente all’eventuale esercizio dell’azione penale.
È sempre necessario presentare una memoria difensiva?
No.
La memoria difensiva non dovrebbe essere presentata automaticamente soltanto perché è stata notificata un’ordinanza 415-bis.
La scelta deve essere valutata dopo avere esaminato il fascicolo.
In alcuni casi può essere opportuno depositare una memoria per evidenziare errori nella ricostruzione dei fatti, produrre documentazione o sottoporre al Pubblico Ministero elementi favorevoli all’indagato.
In altri casi può essere più utile chiedere un interrogatorio, svolgere investigazioni difensive oppure adottare una strategia diversa.
Il punto fondamentale è che la strategia difensiva deve essere costruita sulla base degli atti, non sulla semplice lettura dell’avviso.
Si può chiedere l’interrogatorio dopo il 415-bis?
Sì.
L’indagato può chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
Anche questa scelta, tuttavia, deve essere attentamente valutata dal difensore.
Presentarsi davanti al Pubblico Ministero senza avere preventivamente esaminato il contenuto del fascicolo e senza avere definito una precisa strategia difensiva può essere controproducente.
Prima di rendere dichiarazioni è quindi fondamentale sapere quali sono gli elementi a disposizione dell’accusa e quali aspetti della vicenda risultano già documentati.
Le investigazioni difensive possono essere importanti
Il difensore non deve necessariamente limitarsi a contestare gli elementi raccolti dalla Procura.
In presenza dei presupposti, può essere opportuno svolgere investigazioni difensive per ricercare elementi utili alla ricostruzione dei fatti e alla difesa dell’indagato.
Si possono, ad esempio, acquisire documenti, individuare e sentire persone informate sui fatti e raccogliere elementi che possano fornire una diversa ricostruzione della vicenda.
La fase successiva alla notifica del 415-bis può quindi rappresentare un momento particolarmente importante per costruire una difesa prima che il procedimento arrivi alla fase processuale.
Dopo il 415-bis arriva automaticamente il processo?
No.
La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini non determina automaticamente una condanna e non significa neppure che l’esito del procedimento sia già deciso.
Dopo la conclusione delle indagini, il Pubblico Ministero deve assumere le proprie determinazioni.
A seconda del procedimento e delle scelte dell’accusa, potranno verificarsi sviluppi differenti, tra i quali l’archiviazione oppure l’esercizio dell’azione penale attraverso uno degli strumenti previsti dalla legge.
Per questo motivo è sbagliato considerare il 415-bis come una semplice comunicazione formale.
È una fase nella quale la difesa può ancora intervenire in maniera significativa.
Ho ricevuto un 415-bis: devo rivolgermi subito a un avvocato?
Sì, è opportuno farlo immediatamente.
Non perché la notifica dell’avviso significhi che l’indagato sia colpevole, ma perché da quel momento occorre valutare rapidamente gli atti e le possibili iniziative difensive.
Il tempo a disposizione per esercitare le facoltà previste dall’art. 415-bis non deve essere sprecato.
Il primo colloquio con il difensore dovrebbe servire a comprendere:
- quale reato viene contestato;
- quali sono i fatti oggetto dell’indagine;
- quali sono i termini da rispettare;
- quali atti sono presenti nel fascicolo;
- quali elementi sono favorevoli o sfavorevoli all’indagato;
- se sia opportuno presentare una memoria;
- se sia necessario svolgere investigazioni difensive;
- se sia opportuno chiedere l’interrogatorio;
- quali possano essere gli sviluppi successivi del procedimento.
Avviso 415-bis: cosa fare concretamente
Se hai ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari, non limitarti a leggere il documento e ad attendere la successiva convocazione.
La sequenza corretta, in linea generale, è:
- Consegnare immediatamente l’avviso al proprio difensore.
- Verificare esattamente il reato contestato e i termini.
- Accedere al fascicolo delle indagini.
- Esaminare tutti gli elementi raccolti dal Pubblico Ministero.
- Individuare eventuali elementi favorevoli e criticità dell’accusa.
- Valutare la necessità di ulteriori attività investigative.
- Decidere se presentare una memoria, produrre documenti o chiedere l’interrogatorio.
- Definire la strategia difensiva per la fase successiva.
Ogni procedimento, naturalmente, presenta caratteristiche diverse e non esiste una strategia valida per tutti.
Perché scegliere un avvocato penalista già nella fase delle indagini
La difesa penale non dovrebbe iniziare necessariamente con la prima udienza.
In molti procedimenti, la fase delle indagini preliminari è determinante per le successive possibilità difensive.
Conoscere tempestivamente gli atti, comprendere l’impostazione dell’accusa e valutare le possibili iniziative consente al difensore di intervenire quando il procedimento non è ancora arrivato alla fase dibattimentale.
Per questo, chi riceve un avviso 415-bis dovrebbe evitare di considerarlo una semplice comunicazione della Procura.
È un atto che richiede una valutazione professionale immediata.
Avvocato penalista per avviso 415-bis a Torino e Alessandria
Sono Avvocato penalista e mi occupo di difesa penale in tutte le fasi del procedimento, comprese le indagini preliminari, l’esame degli atti, la predisposizione della strategia difensiva e le successive fasi processuali.
Se hai ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis c.p.p., è importante intervenire tempestivamente per verificare la situazione e valutare quali iniziative difensive possano essere intraprese.
Lo studio presta assistenza a Torino, Alessandria e su tutto il territorio nazionale, anche attraverso colloqui da remoto.
Se hai ricevuto un 415-bis, contattami per fissare un colloquio e valutare insieme la tua posizione.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non costituiscono parere legale. Ogni procedimento penale deve essere valutato sulla base degli atti e delle specifiche circostanze del caso concreto.
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